Alena è la coordinatrice degli operatori e dei servizi di assistenza, nonché membro del Consiglio di Amministrazione. È una figura fondamentale all’interno di Accademia del Sostegno: con noi fin dall’inizio, Alena ha cominciato a lavorare come operatrice nel 2014 e poi, salendo gradualmente di livello, è diventata socia e infine è entrata nel Consiglio di Amministrazione. Abbiamo deciso di intervistarla per farci raccontare la sua storia ed esplorare il suo percorso all’interno della Cooperativa.
Nel rispondere alla domande, Alena ha usato spesso la parola “caso”, ma il caso in realtà ha influito poco: i veri protagonisti della sua storia sono la sua professionalità, l’impegno e soprattutto la tenacia.
Partita dalla Bielorussia, Alena è arrivata in Italia nel 2003 senza sapere alcuna parola di italiano. “Ho cominciato a lavorare come badante convivente. La mia prima assistita era un’insegnante di francese che mi ha fornito un dizionario e un libro per imparare l’italiano. Con molto esercizio sono riuscita, pian piano, a padroneggiare la lingua, ma non ho mai frequentato un corso”. Già questo primo episodio dimostra i tratti distintivi del carattere di Alena, che lei è troppo modesta per ammettere: la dedizione e la determinazione.
All’inizio la difficoltà maggiore era ovviamente la lingua, mentre riusciva ad apprendere la parte tecnica del mestiere con molta facilità. Ed ora, dopo tanto lavoro, non poca fatica e grande impegno, è diventata membro del Consiglio di Amministrazione con il compito di coordinare i servizi di assistenza, gestire i colloqui di assunzione degli operatori e occuparsi dei contratti.
La gestione e la risoluzione dei problemi è parte fondante del suo lavoro attuale: “Coordinare più di 50 operatori e circa 150 clienti non è per niente facile. Ogni giorno sorge un nuovo inconveniente – un ritardo, un impedimento, una malattia o l’assenza di un operatore – e questo deve essere risolto con tempestività, perché non si può lasciare un servizio scoperto”, poi aggiunge, “Anche i clienti hanno richieste specifiche e trovare l’operatore adatto all’assistito può diventare un vero rompicapo”. In altre parole, le capacità organizzative sono essenziali, anche se a volte un po’ di improvvisazione dettata dall’esperienza può aiutare a far combaciare tutto. “Il mio precedente lavoro come operatrice mi aiuta a comprendere e comunicare con gli altri operatori, perché so bene cosa significa assistere una persona e conosce le difficoltà del mestiere, così come le esigenze dei clienti”.
Quando le abbiamo chiesto che consiglio darebbe alle altre operatrici e operatori che desiderano seguire le sue orme, Alena afferma: “Bisogna essere consapevoli che l’anziano e la sua famiglia dipendono da te e si affidano alla tua professionalità, perciò l’unico suggerimento che posso dare è essere sempre responsabili e professionali”. Ci tiene inoltre a sottolineare che il lavoro di per sé non è difficile, ma bisogna essere bravi a gestire i rapporti umani: “Occorre saper interagire con la persona assistita per instaurare un legame basato sulla fiducia. Questo aspetto è cruciale”.
“Solo avere la giusta passione per questo lavoro può darti la serietà e la perseveranza necessarie non solo per svolgere bene il mestiere, ma anche per continuare a farlo”.
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