Perché gli anziani sono sempre stanchi? La sonnolenza è un grande problema per gli anziani, specialmente per la popolazione oltre i 65 anni. Il 60% della popolazione anziana soffre di disturbi del sonno quali l’insonnia, la quale aumenta i livelli di stanchezza. Vediamo, dunque, quali sono le cause e le conseguenze della mancanza di sonno e come combattere la stanchezza negli anziani.
Il sonno è al centro della salute psicofisica dell’individuo: favorisce la rigenerazione cellulare, il mantenimento della memoria e il funzionamento del sistema immunitario. Di conseguenza, la mancanza di sonno comporta una maggiore difficoltà nello svolgere le regolari attività quotidiane. Ciò aggrava la situazione dell’anziano, in quanto la stanchezza comporta un graduale affaticamento e una forza muscolare ridotta. Contrariamente a ciò che comunemente si pensa, la combinazione di stanchezza, sonnolenza e mancanza di energie – definita propriamente letargia – non è una diretta conseguenza dell’invecchiamento. La letargia può essere causata dall’assunzione di farmaci che possono interferire con il normale ritmo sonno-veglia, ma anche da un’alimentazione eccessiva e scorretta.
Il disturbo del sonno più frequente è l’insonnia, caratterizzata da risvegli notturni o un precoce risveglio mattutino. A causa della stanchezza fisica legata alla mancanza di sonno, gli anziani si addormentano con più facilità, ma questo riposo è leggero, fragile e soprattutto breve. La qualità del sonno peggiora sempre di più con il passare del tempo e dopo i 70 anni il sonno profondo scompare quasi completamente.
Vi sono però delle semplici regole che possono impedire il deterioramento della qualità del riposo:
1. Adottare una dieta sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura, assumendo il giusto apporto di liquidi. (Per ricevere maggiori consigli sull’argomento, consigliamo di leggere il nostro articolo precedente!)
2. Correggere le abitudini scorrette, come il consumo esagerato di caffeina, l’assunzione di cibo prima di coricarsi o l’eccessivo tempo trascorso a letto. Bisognerebbe inoltre arieggiare la stanza, regolare la temperatura e cercare di ridurre i rumori al minimo.
3. Combattere la noia. L’attività sedentaria è sconsigliabile in quanto potrebbe aumentare la sonnolenza. Al contrario, l’attività fisica aiuta sia a scaricare la tensione sia a diminuire il numero di pisolini pomeridiani, favorendo un sonno continuo.
Dormire male non è un problema solo durante le ore notturne, ma pregiudica la qualità della vita diurna. Di conseguenza, migliorare il proprio riposo è di fondamentale importanza. Ci auguriamo che questi consigli siano d’aiuto e sogni d’oro!
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